-Nastro magnetico: talkin'new york blues-Bob Dylan

Riprendo dopo una lungo periodo di permanenza nei meandri della mia vita a scrivere,lo sò vi sono mancato (molte grazie mai).
lo faccio con grinta da corsaro dopo aver ricevuto la quindicesima pallottola da un caporale inglese,però sento di scrivere,la mano va quasi da sola e propone parole a casaccio quasi per liberarsi..liberarsi da una stanchezza un malessere,un incazzatura che conosco bene,che riappare dopo tanto e che come al solito non ne conosco il motivo..
Mi viene a mente l'università che da lunedì sarà quasi una meta fissa con le sue persone grigie(diranno lo stesso di me?),con i loro tiepidi discorsi,quei muri,quei muri...che grigi sono anche sotto strati bianchi di vernice come negli ospedali,alle poste ,nelle banche,come lo schermo della tv..
e mi viene a mente quando quella volta da bambino all'ospedale svenni perchè sentivo l'aria vecchia..forse un giorno mi succederà anche a Pisa.
Poi mi viene a mente che l’alternativa è lavorare e sai bene cosa significa,che Nedo lo fa 12 ore al giorno,entra quando è buio ed esce ritrovando buio.
Poi mi viene a mente che prima o poi dovrò studiare quell'esame di economia politica,che io dell’ imprenditore non ho nemmeno una camicia,che non riesco proprio nemmeno volendo a entrare nel meccanismo produzione/consumo,per il semplice fatto che fosse per me sarebbe tutto molto più semplice(torniamo alle mani,alla terra...)
Poi mi vengono a mente gli inverni passati ed a quello che dovrò affrontare,quel gelo che mi taglia la faccia,l'anima e le mani quando suono la chitarra.
poi penso che non è così male quando hai qualcuno da abbracciare e tanti film,libri e vinili che ti tengono caldo che a quel punto puoi anche andare in letargo.Ma te Mai non avrai bisogno di questo perchè te ne vai in Brasile un mese,tu non hai le palle per affrontare questo inverno di la verità.
Forse anch'io ma a me tocca rimanere anche se vorrei andarmene.
Tu non sai quanto è fredda Livorno d'inverno,ma gli obblighi,la mancanza di soldi mi fanno sempre rimanere qua.
Ma chissà forse questa è proprio la volta che salgo davvero al volo su un vagone merci come kerouac o Woody guthrie come ho sognato tante volte,con una chitarra e un sacco a pelo e giro il mondo,facendo finta che i tempi non siano cambiati che sia ancora tutto da scoprire,che sia ancora semplice e vagare senza direzione,senza tempo..

Riprendo dopo una lungo periodo di permanenza nei meandri della mia vita a scrivere,lo sò vi sono mancato (molte grazie mai).
lo faccio con grinta da corsaro dopo aver ricevuto la quindicesima pallottola da un caporale inglese,però sento di scrivere,la mano va quasi da sola e propone parole a casaccio quasi per liberarsi..liberarsi da una stanchezza un malessere,un incazzatura che conosco bene,che riappare dopo tanto e che come al solito non ne conosco il motivo..
Mi viene a mente l'università che da lunedì sarà quasi una meta fissa con le sue persone grigie(diranno lo stesso di me?),con i loro tiepidi discorsi,quei muri,quei muri...che grigi sono anche sotto strati bianchi di vernice come negli ospedali,alle poste ,nelle banche,come lo schermo della tv..
e mi viene a mente quando quella volta da bambino all'ospedale svenni perchè sentivo l'aria vecchia..forse un giorno mi succederà anche a Pisa.
Poi mi viene a mente che l’alternativa è lavorare e sai bene cosa significa,che Nedo lo fa 12 ore al giorno,entra quando è buio ed esce ritrovando buio.
Poi mi viene a mente che prima o poi dovrò studiare quell'esame di economia politica,che io dell’ imprenditore non ho nemmeno una camicia,che non riesco proprio nemmeno volendo a entrare nel meccanismo produzione/consumo,per il semplice fatto che fosse per me sarebbe tutto molto più semplice(torniamo alle mani,alla terra...)
Poi mi vengono a mente gli inverni passati ed a quello che dovrò affrontare,quel gelo che mi taglia la faccia,l'anima e le mani quando suono la chitarra.
poi penso che non è così male quando hai qualcuno da abbracciare e tanti film,libri e vinili che ti tengono caldo che a quel punto puoi anche andare in letargo.Ma te Mai non avrai bisogno di questo perchè te ne vai in Brasile un mese,tu non hai le palle per affrontare questo inverno di la verità.
Forse anch'io ma a me tocca rimanere anche se vorrei andarmene.
Tu non sai quanto è fredda Livorno d'inverno,ma gli obblighi,la mancanza di soldi mi fanno sempre rimanere qua.
Ma chissà forse questa è proprio la volta che salgo davvero al volo su un vagone merci come kerouac o Woody guthrie come ho sognato tante volte,con una chitarra e un sacco a pelo e giro il mondo,facendo finta che i tempi non siano cambiati che sia ancora tutto da scoprire,che sia ancora semplice e vagare senza direzione,senza tempo..

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